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giovedì 4 dicembre 2014

colloqui con le insegnanti

19/11/2014 - colloqui con le maestre dei bimbi "grandi".
Quest'anno si raddoppia, perché Milena ha perso il primato di "unica figlia che va a scuola", essendo stata raggiunta da Enrico che quest'anno ha cominciato la prima elementare.
Ore 18.00 appuntamento con le maestre R e D, quelle di Chico, giusto per andare sul sicuro.
Dire che ero terrorizzata non rende bene l'idea. Enrico va a scuola molto volentieri, è tranquillo, ha legato molto con i compagni di scuola, però a me le sue insegnanti mettono soggezione.
Delle 4 sezione che hanno cominciato la prima quest'anno sono le più severe, quelle che fanno lavorare di più, quelle che ti penalizzano se non hai la risposta subito pronta alle loro domande. Quelle che pretendono l'ordine, la precisione, che le fotocopie siano attaccate perfettamente. Quelle che se tu manchi da scuola un'ora come un giorno ti fanno recuperare anche le virgole.
Ed invece, nonostante abbia appurato che tutto ciò che ho scritto sopra sia assolutamente vero,  le ho trovate molto materne, molto carine, ed imbarazzo non ce n'è stato.
Sono molto contente del mio bimbo. Hanno iniziato con un "se proprio dobbiamo trovare un qualcosa di negativo su vostro figlio, (eravamo presenti sia io che mio marito) possiamo soffermarci sul fatto che sta seduto scomposto"....e li parte la risata.
Enrico è un bambino molto sveglio, attivo, partecipe, interessato "a volte, signora, dobbiamo confessare che il bambino ci mette in difficoltà. Sia per le domande che fa, e sia perché lo vediamo che si annoia, e quindi per evitare tutte le conseguenze che questo può portare, cerchiamo di fargli fare cose in più, cose diverse, ma non troppo per evitare che vada ancora più avanti rispetto agli altri, e soprattutto non vogliamo che i compagni notino questa differenza, ma nemmeno troppo poco perché assolutamente la sua sete di sapere va assecondata. Qui è un po' sacrificato...dovrebbe essere nato in America, li si che avrebbe avuto la strada spianata"  Inutile dire che sono molto molto contenta e orgogliosa.
Il lato brutto della medaglia è che Enrico è un bimbetto tutto precisino, che vuole e pretende da lui stesso sempre il massimo, che non si accontenta di un voto diverso da "molto bene" o "10"...ho perso il conto di quanti ne ha portati a casa, ma avere delle insegnanti che ti spremono quando già tu sei un tipino così lo stressa parecchio. E così sorgono mal di pancia strani, confermati dal pediatra come stress, e, dopo nemmeno 3 mesi di scuola il dottore mi ha consigliato di tenerlo a casa una settimana da tutte le attività (scuola e calcio) perché stressato. Cosa che io non ho fatto...o almeno in parte. Da calcio si è preso una pausa...dalla scuola no.
H. 18.30 appuntamento con le maestre C e T di Milena.
La classe terza è molto impegnativa. Non c'è solo molto da studiare, ma ciò è che complicato è la gestione dello studio stesso, settimana per settimana, per evitare di trovarsi da leggere tutto in una volta il giorno prima. Le maestre in questo sono state molto brave perché hanno diminuito notevolmente il carico dei compiti scritti, per dare il tempo ai bimbi di imparare ad organizzarsi.
Di Milena mi hanno detto che è molto maturata (bhè certo, con quello che abbiamo passato questa estate con Sam....), è cresciuta, è molto migliorata ma è sempre li...in mezzo. Potrebbe essere una bambina da 9, ed invece è sempre ferma tra 7,5/8,5 perché si accontenta. Non ha ancora la maturità scolastica di dire "studio anche se non mi piace"...ed io personalmente non so nemmeno se questa maturità le arriverà mai. Perché se una cosa non le interessa, non le interessa. Punto. E la fatica che faccio io a starle dietro, nel farla studiare, nel farla applicare per fortuna le maestre l'hanno capita. Non tanto per dare merito a me dei risultati della bambina, ma per dare conferma che è comunque seguita nel modo giusto, che da scasa, io e lei, stiamo lavorando bene. Nel complesso quindi è andata bene. Ora è tutto nelle mani...nella testa di Milena. Perché i risultati dipendono esclusivamente da lei.