Cerca nel blog

martedì 29 marzo 2011

crisi di identità

Correva l'anno....bhè, effettivamente non è passato tanto tempo....Mile avrà avuto 2 anni e mezzo... aveva deciso che lei, da quel momento in poi si sarebbe chiamata ALICE e rispondeva solo e soltanto se la si chiamava così. Poi le è passata. Non ricordo quanto fosse durato quel periodo, ma non tantissimo, e non eravamo affatto preoccupati di questa cosa. Ora è il turno di Enri....anche lui colpito da questa crisi di identità...solo che lui è convinto di essere LA FATA LINA (personaggio del Fantabosco). Non ti risponde se lo chiami Enri, si arrabbia e ti urla dietro che lui si chiama FataLina.... Sento le vostre risate fino a qui, nel mio ufficio. Ma questa è una situazione abbastanza imbarazzante. Lui è un maschietto con tutte le caratteristiche tipiche del genere. Vi rendete conto dell'imbarazzo (mio)quando lo vedo al parco giocare con le bambine alle winx e urlare a tutti che lo devono chiamare FataLina???????????? Io e mio marito stiamo cercando di mantenere la calma, ci ripetiamo all'infinito che questo è soltanto un periodo e che passerà, ci autoconvinciamo che sia normale...che sia soltanto una fase condizionata soprattutto dalla sorella. Però ragazze doverlo chiamare FataLina per avere la sua attenzione, anche se a momenti mi fa sbellicare dalle risate (perchè Enri è davvero convinto ed è serio quando ti parla) mi mette addosso un pò di angoscia....

giovedì 24 marzo 2011

INDIPENDENZA

L'indipendenza è una lotta.
E' un qualcosa che si ottiene con il lavoro costante, con la fatica, passo dopo passo....
Per noi adulti è tutto automatico...che ci vorrà mai a far pipì in bagno anzichè nel pannolino, è sicuramente più comodo mangiare con le posate piuttosto che farci imboccare e mangiare al ritmo che non decidi tu, ma non è più facile camminare piuttosto che gattonare e strisciare le ginocchia per terra?
Non sarebbe più comodo dire "mamma voglio ..." piuttosto che indicare un oggetto con la manina tesa e dire "uh uh" all'infinito?
Peccato però che per ottenere queste cose, questa indipendenza, ci voglia del tempo, tanto tempo. E prima di arrivare al traguardo si prova, si riprova e si sbaglia. Eccavolo come si sbaglia....
Quante volte bisogna farsi la pipì addosso prima di capire che bisogna andare in bagno prima di farla e non dopo essersi bagnati?
Quante volte bisogna mangiucchiare con le mani, oppure portare il cucchiaino alla bocca il più delle volte vuoto perchè il cibo cade nel tragitto piatto/bocca prima di capire come funziona realmente?
Quante volte bisogna alzarsi e cadere prima di trovare l'equilibrio giusto e camminare decentemente raggiungendo la nostra meta?
C'è tanto lavoro sotto, i nostri figli si impegnano seriamente tutti i giorni, continuamente per raggiungere quell'indipendenza giusta, fisiologica e che richiede davvero tanto sforzo e tanta fatica.
E allora chissenefrega se quando hai finito di mangiare sei tutto sporco di sugo, qualche maccherone è caduto sul pavimento e ti devo cambiare dalla testa ai peidi. Ha mangiato da solo...devi solo coordinare bene i movimenti.
E chissenefrega se decidi di andare in bagno da solo e la sera le tue mutandine non sono pulitissime....(soprattutto quando sei all'asilo e fai tutto di corsa)...imparerai anche tu, infodo hai solo 4 anni....4 anni e non 40
E chissenefrega se correndo sull'erba sei caduto e hai macchiato i pantaloni di una macchia che resterà li per sempre, fedele nel tempo. Imparerai presto ad avere l'equilibrio giusto
E chissenefrega se quando mangi il gelato devo metterti il bavagliolo, se a volte rovesci il bicchiere con l'acqua, se fai fatica a metterti le scarpe da solo, se ti metti la maglia a contrario....sei un bambino!!!!!
Il compito di noi genitori è quello di dargli le basi, di spiegare loro come si fa una determinata cosa, e STOP!
Non imbocco mio figlio fino a 10 anni perchè altrimenti si sporca...mio figlio, ora, ha 1 ano 2 mesi e sta imparando, da solo ad usare il cucchiaino. Il mio compito è quello di mettergli il bavagliolo più grosso che ho e lasciarlo sperimentare e provare.
Non accompagno mio figlio in bagno a fargli il bidet fino alla maggiore età...mia figlia ha 4 anni e mezzo e fa tutto da sola....io la guardo, le insegno come si fa, la aiuto....a forza di fare imparerà.
E non urlo tutto arrabbiata contro mio figlio di 2 anni e mezzo perchè ha macchiato i pantaloni di erba e ora sono rovinati. Il mio compito di mamma è quello di mettergli un paio di pantaloni comodi, di portarlo in mezzo ad un prato ed incitarlo a correre, di calciare la palla...e se cade pazienza. Imparerà presto a fare attenzione alle buche, a mettere correttamente i piedi e a non cadere più.
Il compito di noi genitori non è quello di sgridare gli educatori dei nostri figli perchè alla sera sono sporchi.
Il compito di noi genitori non è quello di sgridare i nostri figli perchè si sono sporcati/non sono capaci di mangiare da soli correttamente/sono pasticcioni.
Il nostro compito da genitori è quello di lodarli perchè, anche se 10 maccheroni sono finiti per terra 2 sono arrivati fino alla bocca.
Il nostro compito da genitori è quello di lodarli perchè, anche se hanno macchiato i pantaloni di erba, hanno corso e si sono divertiti.
Il compito di noi genitori è quello di incitarli, spronarli, lodarli ed educarli ad una indipendenza che solo con il tempo riusciranno a raggiungere, e non stroncarli con le critiche perchè questa indipendenza non l'hanno ancora ricevuta.
Questa mattina ho il dente un pò avvelenato...ho sentito delle lamentele all'asilo di mia figlia da parte di alcuni genitori che mi hanno un pò (è un eumismo) infastidito.
I nostri figli sono bambini e come tali vanno trattati. E che cavolo!!!!!!!!!

lunedì 21 marzo 2011

Festa del papà

Tanti auguri papà P.

Ciao papà P, anche se siamo piccoli con l'aiuto della mamma ti scriviamo questa lettera per dirti tante volte grazie.

Grazie perchè giochi sempre con noi, anche quando è sera e tu sei stanco perchè hai lavorato tanto.
Grazie perchè hai tanta pazienza
Grazie perchè ci sproni sempre ad imparare cose nuove
Grazie perchè quando sono i giorni rosa (il sabato e la domenica) ci porti a spasso, anche se noi sentiamo la mamma dirti di stare a casa tranquillo a riposare.
Grazie perchè quando andiamo al parco ci fai correre come matti
Grazie perchè quando compriamo il gelato per merenda ci prendi 2 gusti, anche se la mamma dice che sono troppi e che ne basta uno solo
Grazie perchè ci vuoi tanto bene e ce lo dici tante volte
Grazie perchè alla sera prima di fare la nanna ci fai le coccole
Grazie che quando sei andato a lavora in America ci hai portato i chupachupa

PAPA' TI VOGLIAMO TANTO BENE

mile, enri e sam

(ho chiesto ai bimbi se per caso ci fossero dei motivi per ringraziare il loro papà, e questo è ciò che è venuto fuori.)

lunedì 14 marzo 2011

week-and

Venerdì volevo scrivere un post della saga "aboliamo il week-and", ma poi per mancanza di tempo non l'ho fatto.
Bene, ora che il fine settimana è passato sono contenta di non averlo fatto perchè è stato moooooooolto meglio delle mie aspettative.
Nonostante Sam con la bronchite, nonostante il maritozzo abbia lavorato fino alle 17.00, sabato è andato davvero bene.
A parte la sveglia datami dai bimbi alle 07.15....che di sbato è davvero 'na tragedia per me svegliarmi così presto, il resto della giornata è andato davvero bene.
Non mi ero resa conto di quanto fossero cresciuti i bimbi e quindi di come fosse facile organizzare la giornata con loro.
La mattina gli ho fatto la doccia, ho preparato un pranzo decente, e siamo anche riusciti a fare il pan-brioche. E' stato divertente, davvero, anche se poi alla fine è rimasto una porcheria inmangiabile...segui uno e segui l'altro ho sbagliato la dose del sale, mettendo in mano ad Enri un chicchiaio da minestra anzichè un cucchiaino.
Però ci saimo divertiti, abbiamo fatto le pagnottine ed ogni minuto eravamo li, ad accendere la luce del forno per vedere come stavano lievitando.
Gli ho insegnato a giocare a tombola ed in un attimo è arrivata sera.
Ieri pranzo dalla mia mamma, e quando siamo tornati a casa è venuta a tovarci una mia cara amica, che sta passando un periodo decisamente difficile.
Sono contenta che abbia pensato a noi, e sono stata felice di sentirle dire "volevo far passare a C. (la sua bimba di 6 anni) un pomeriggio sereno e così ho pensato di portarla a giocare con i tuoi figli"..mi ha fatto davvero piacere!
Si sono fermati a cena, abbiamo fatto una pasta al volo ed è stata una domenica piacevolissima.
Per questa volta, la petizione "aboliamo il week-and" è stata rimandata!

mercoledì 9 marzo 2011

...e alla fine arriva Samul.

08/05/2009 test positivo.
Lacrime, paura, lacrime, pensieri, ancora lacrime e ancora pensieri.
Samul è arrivato inaspettato, lasciando le cose al caso, ma non pensando di essere così fortunati.
Per me nessun problema, bisogna solo organizzarsi....dinuovo.
Per lui nessun problema, bisogna solo ricominciare tutto....dinuovo.
Ma va bene, un bambino è sempre una benedizione, e a noi i bimbi piacciono tanto...infondo abbiamo sempre detto che il 3 lo avremmo voluto...anche se forse non così infretta.
Mile aveva 30 mesi....Enri solo 9
Non ho paura per me, non ho paura per noi. Ho paura degli altri....ed ho ragione ad averne. Tutti criticano, tutti parlano, tutti dicono la loro, tutti disprezzano e mi parlano come se fossi, in ordine... incoscente, e bip, e bip....tutte parole che non ho dimenticato ma che non posso ripetere.
Comunque....la gravidanza va avanti, insieme siamo felici, da sola sto male per tutti i commenti.
Il 28/12...prima influenza intestinale del marito....io resisto.
2 giorni dopo comincia Mile... ed io resisto.
Poi è il turno di Enri...ed io resisto, anche se Mile non è ancora guarita
Mile è al corrente di tutto. Ha notato la pancia, sa che sto preparando la vialigia e sa che starò via qualche giorno. E vomita...tutte le notti, più o meno alla stessa ora. Mi dicono che è influenza anche se ci credo poco, perchè di giorno sta bene, la notte è una tragedia.
E naturalmente crollo anche io....orami siamo a gennaio, manca davvero poco alla nascita del piccolo.
Infleunza intestinale anche per me....3 giorni di fila passati in bagno a dare di stomaco.
Poi finalmente la domenica sto bene....sto meglio, mangio un pochettino a pranzo, mangio un pochettino a cena.
E nella notte inizio a star male, mal di stomaco, mal di pancia....e a cosa do la colpa io? all'influenza, mica a Samul che sta cercando di attirare la mia attenzione...
Sono le 6.00 del 18/01/2010 sono in cucina a bere la mia ennesima tazza di acqua e limone. Si alza mio marito per andare a lavoro. "sto a casa...ti aiuto con i bimbi...vai da tua mamma..." Poi...."amore mio...ma sei sicura che non sia Sam...infondo la data prevista è il 21...oggi è il 18...chiamo i tuoi che vengano a stare con i bimbi tu preparati che andiamo in ospedale."
Mi alzo e "oddio....perchè non ci ho pensato prima? ora non riesco nemmeno più a camminare...di ai miei di muoversi perchè altrimenti lo faccio qui"
Alle 7 siamo in ospedale, solita storia. Arriva un infermiera che non mi prende sul serio, e se ne ritorna nello stanzino a parlare con l'ostetrica. Io mi attacco alla porta, perchè anche se non ho forti dolori ho bisogno di spingere...e di aggrapparmi a qualcosa.
L'ostetrica mi vede, e corre in mio aiuto...mi visita e mi dice di correre in sala parto. 2 spinte, forse 3, sono le 07.26 Samuele nasce. Nasce troppo in fredda, beve un pò di liquido amniotico, ma nulla di grave. Posso stringerlo tra le mie braccia....è nato ed io non me ne sono accorta. Intanto fuori il cielo si sta colorando di rosso. La notte lascia il posto al giorno che nasce...
Io sono a pezzi, non ho le forze per camminare, non ho le forze per rivestirmi.... queste ripetute influenze mi hanno distrutto, ma finalmente mi posso riposare.
Si...pura illusione. Al nido non mi tengono il piccolo, dicono che piange perchè vuole mangiare. ma come lo tiro su dalla culletta vomita il liquido che ha ingerito.
E' tutto un vai e vieni dal nido. Io che gli porto il bimbo, e loro che lo riportano a me. Sono stanca, alla fine decido di tenerlo con me. Lo metto nel mio letto e dormiamo insieme tutta la notte.
E intanto Mile, da casa, continua a vomitare.
Mi dimettono...prendo seriamente la situazione di mile, che dopo 1 mese di malessere è pallida, con le occhiaie, e ha perso parecchio peso.
Poi il consulto con una dottoressa, quella della porta accanto. Forse è solo reflusso dovuto all'agitazione, alla situazione. Anti-acido per qualche giorno e Mile guarisce.
Inizia però Sam....reflusso anche per lui....non si finisce mai. Forse io esagero con la voglia di stare con i miei figli, da sola, a faccio fatica a riprendermi...così mollo. Da sola non ce la faccio. Mile torna all'asilo, Enri va dai nonni, ed io mi prendo cura del piccolo.
E' stata davvero dura. Nonostante avessi l'esperienza con i fratellini, i primi giorni da mamma di Sam sono stati difficili. Non ho voluto ammettere di essere in difficoltà, non volevo che la gente che mi aveva sempre criticato potesse dire "avevamo ragione noi" ed ho lottato. Con le unghie, con i denti.
Mi è sembrato che quei giorni non passassero più. Tutto era eterno...il piccolo stava male, io non stavo bene, le gelosie dei fratellini....
Natuarlmente il tempo è passato, da solo, con i suoi ritmi...e finalmente in casa B. splende il sole. E' passato un anno ed io non sono mai stata così felice, sono contenta, soddisfatta...ho la famiglia che ho sempre desiderato. Ho tanti sensi di colpa per ciò che ho pensato durante l'attesa del piccolo...ma gli sto dimostrando tutto l'amore che posso, in modo che non possa mai sentirsi uno sbaglio.
Perchè lui non è un errore.
Con lui ho imparato ad essere mamma. Ho imparato cose nuove...perchè per ogni figlio, ricominciando tutto daccapo si impara sempre qualcosa. Ed io ho imparato....ho imparato davvero tante cose.
Ho imparato a stare a casa da sola con 3 bambini piccoli
Ho imparato a fare la spesa portandomi appresso i bimbi.
Ho imparato ad attraversare tutto il paese, a piedi, per portarli al parco
Ho imparato a farmi rispettare, ho imparato a far rispettare le rogole..
Ho imparato a volergli bene, ed ho insegnato loro a volersene
Ho imparato a fregarmene della gente, dei loro sguardi quando mi vedevano con Sam nel marsupio e gli altri 2 per mano.
Ho imparato a ridere,o perlomeno a sorridere quando nei loro labbiali leggevo "hai visto quella?"
Ed ho imparato ad essere fiera della famiglia che ho creato, insieme all'uomo che amo.
Sono contenta, quando esco da sola, o anche quando siamo tutti 5 insieme, di attirare gli sguardi della gente. Che guardino tutti...che guardino di cosa sono/siamo stati capace di fare...perchè se solo la gente sapesse di come vivono in simbiosi i miei 3 figli, se solo vedessero come si vogliono bene, come si cercano, come vogliono costantemente stare insieme, e di come pensano uno all'altro anche quando sono divisi...allora si che avrebbere da parlare...

venerdì 4 marzo 2011

Cattiva

Forse molte di voi rimarranno stupite leggendo questo post. Ma CATTIVA è quello che sono io.
Me lo sono sentita ripetere tante volte...e se te lo dice una persona, poi due, poi cinque, forse allora è proprio vero.
Io sono cattiva. Ieri sono stata cattiva e mi sento cattiva anche oggi. Conoscendomi so che sarò cattiva anche domani....
Cattivo è chi ti fa star male quando già tu non stai bene.
Cattivo è chi sa quali parole dire per farti star male e te le spiattella continuamente quando invece dovrebbe essere comprensivo.
Cattivo è che ti mi mette i figli contro, quando invece dovrebbe lasciarli al di fuori di tutto
e Cattivo è chi rimane indifferente al dolore fisico, quando invece dovrebbe darti indicazioni per darti sollievo.
Io, ieri sera, sono stata tutte queste cose. Si, tutte insieme ed in una serata soltanto.
Siete stupite? E se vi dicessi che, nel periodo dell'adolescenza, ho fatto perfino piangere mio padre? E se vi dicessi che quando facevo l'animatrice ero quella più temuta, soprattutto dalle mamme? E se vi dicessi che è passato un periodo durante il quale i miei fratelli mi chiamavano Hitler? Allora ci credete? Perchè io so essere davvero cattiva. E ora, ora che sono ancora tremendamente arrabbiata, non me ne importa assolutamente nulla di quello che ho detto, e di quello che ho fatto. Anzi, so perfettamente che, come ho già scritto prima, continuerò anche oggi, limitando la mia presenza alla pura indiferrenza, perchè so benissimo che l'indifferenza fa male e da tremedamente fastidio.
Sono arrabbiata, e quando sono arrabbiata, veramente arrabbiata, allora divento cattiva. Ma ora, ora che sono arrabbiata non mi importa nemmeno di essere cattiva...e così, questo, è un motivo in più per essere considerata tale.

giovedì 3 marzo 2011

giovedì grasso: tra storia e cultura

Oggi è giovedì grasso,
giorno in cui in teoria comincia il carnevale, per concludersi poi nella serata di martedì, vigilia della quaresima.
Ecco...io mi ritengo davvero fortunata, perchè oltre ad amare il carnevale, vivo in un posto in cui ci sono parecchie cose importanti a riguardo.
Innanzitutto tutto abito nel paese in cui, per storia, il carnevale viene fatto nella sera nel mercoledì delle ceneri, proprio nel giorno, quindi, in cui comincia la quaresima.
E poi, ho la stra-fortuna (sempre nell'ottica del fatto che adoro il carnevale) di vivere a 15 km scarsi da Ivrea, dove si svolge la famosissima battaglie delle arance.
Per chi non conoscesse la storia ve la racconto brevissimamente e in versione molto semplicata.
Tutto risale al periodo del medioevo. La leggenda vuole che Violetta, figlia di un mugnaio di Ivrea, la notte delle sue nozze fosse stata portata al Castellazzo dal perfido tiranno che voleva rivalersi del diritto di trascorrere con lei la prima notta di nozze essendo Violetta futura moglie di un servo della gleba del tiranno stesso.
Violetta però riesce a far ubriacare il tiranno e mentre lui dorme gli taglia la testa (lo so, è un pò macabro) dando così inizio alla sollevazione popolare e all'abbattimento del tiranno.
Natuarlmente il personaggio principale del carnevale è la Violetta, o Mugnaia, davanti alla quale sfilano gli alfieri con le bandiere rappresentante ogni rione, poi c'è il generale a cavallo con gli ufficiali dello stato maggiore e le vivandiere, il sostituo gran cancelliere, e infine gli abbà, che sono tutti bimbi.
A dare un tocco di allegrai c'è la banda dei pifferi, che sfila con un uniforme composta da casacca rossa e pantalone verde.
La festa inizia proprio la notte del giovedì grasso, quando in ogni piazza c'è una festa con musica, e la gente va tutta travestita come più gli piace....e vi assicuro che non c'è limite alla fantasia, ho già visto di tutto.
Sabato sera ci sarà l'uscita della Violetta, il corteo per città, dove parteciperanno anche i gruppi degli aranceri. E da domenica, fino a martedì ci sarà la famosissima battaglia delle arance.
La battaglia si svogle nelle 3 piazze principali, dove le squadre che presidiano le piazze attendono il passaggio degli aranceri sui carri...e vi assicuro che trovarsi li in mezzo non è assolutamente piacevole!!!!!
I carri, trainati da pariglie o quadriglie ( e qui gli animalisti tutti gli anni si fanno sentire sempre più) trasportano gruppi di aranceri, circa una decina che sono protetti da armature e soprattutto da maschere di cuoio con grate di ferro per proteggere il viso. Ogni gruppo a piedi, invece, è molto più numeroso, che vanno letteralmente all'assalto del carro che attraversa la piazza cercando di colpire, a colpi di arance, gli avversari sul carro. I più maligni tentano di colpire proprio le maschere sul volto, in modo che il succo delle arance entri negli occhi (detto così è crudele....) Gli aranceri a piedi indossano costumi colorati in base al gruppo di appartenenza con casacche molto larghe spesso aperte per contenere le arance (mio fratello invece si è fatto una grossa sacca che porta a tracolla che riempie poi di arance) e loro non dispongono di nessuna protezione per ripararsi dalle arance che provengono dal carro.
Durante questi 3 giorni di battaglia, dove tutto si riempie di arancione e dove c'è un magnifico profumo ovunque, una speciale commissione osserva tutte queste battaglie e decreta un vincitore.
Raccontata come l'ho scritta io sembra crudele, e per molti versi lo è, perchè genitori incoscenti accompagano i loro bimbi a tirare, tantitissimi giovani (e meno giovani) rimangono feriti. nasi rotti e zigomi gonfi sono le cose di routine, ma vi assicuro che, guardarlo da spettatrice è una qualcosa di fantastico. Ci sono reti di protezione, e poi....in teoria, qui indossa un cappello rosso a forma di....calzino, si più o meno la forma è questa, è immune dall'essere colpito.
Non so se ho reso l'idea, ma è il carnevale di Ivrea è un qualcosa di unico e fantastico, che merita di essere vissuto almeno una volta nella vita.